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Enigmi

PAESAGGI SENZA TEMPO

Il viaggio che George Tatge intraprende alla scoperta del territorio italiano va sotto il segno di un’analisi che è insieme lirica e impietosa, curiosa e lucida, sempre sorprendente anche quando affronta soggetti e temi all’apparenza noti, ai limiti dell’ovvietà. La scansione di questa partitura è immediatamente leggibile, si tratta di una progressione – di carattere quasi narrativo – dalla purezza alla contaminazione, dal predominio della natura alla compresenza di natura e artefatto, dall’assenza alla presenza dell’uomo attraverso i suoi segni. L’uomo esiste, in effetti, solo attraverso le tracce che ha lasciato nello spazio naturale, attraverso i mutamenti che gli ha imposto, attraverso l’impronta del proprio passaggio su di una terra che, peraltro, continua la sua vita, si evolve, quasi incurante di questa presenza, talvolta così violentemente ingombrante.

2021 64 979-12-5975-086-0 , , , ,
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Meet The Author

"Quasi tutte le immagini sono state scattate su pellicola con un banco ottico Deardoff. Penso sia fondamentale per capire il mio modus operandi: la lentezza meditativa, la selettività, la composizione “irrazionale” sul vetro smerigliato, con l’immagine capovolta che costringe il fotografo a studiarla da un punto di vista puramente compositivo."

di Carlo Sisi

Mi sembra, scorrendo il menabò del catalogo in cui la sequenza delle fotografie ci appare nel definitorio e trasfigurante bianco e nero cui Tatge ci ha da tempo abituati, che il significato di questo viaggio italiano manifesti davvero la convinzione poetica che l’antico, il moderno, il futuro convivano in unità creative di appartato coinvolgimento e che il deposito figurativo della storia debba essere usato come eredità, come un materiale da in- ventare, perennemente nuovo. Per questo i brani di città e di paesaggio, estratti come fossero parole espressive da una celebre pagina per conse- gnarle all’enigma metafisico dell’estraniamento, riassumono effettivamen- te la poetica e la tecnica di George Tatge: anticonvenzionale esteta della marginalità, archeologo delle nostre recenti sconfitte, ‘artiere’ (come piace- va al Novecento metafisico) di una realtà immaginata e vera a un tempo.

Peso 0.5 kg
Dimensioni 29.7 × 23 cm

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